Arpae Emilia-Romagna ha redatto e reso disponibile il documento “Studio sul monitoraggio delle concentrazioni di fibre di amianto in ambiente esterno”.
Obiettivo dell’indagine è la messa a punto del metodo di campionamento ed analisi (con un limite di rilevabilità <0,1 ff/L) per la valutazione del livello di esposizione ambientale correlato con la presenza di fibre di amianto aerodisperse.
Per eseguire l’indagine sono state effettuate a Reggio Emilia due campagne di monitoraggio nel periodo maggio-giugno 2015 con prelievi giornalieri di fibre aerodisperse di durata complessiva settimanale (24 ore al giorno per l’intera settimana).
Attualmente non esistono norme europee o nazionali che definiscano la procedura di campionamento e analisi dei livelli di concentrazione di fibre di amianto aerodisperse.
Le fibre di amianto possono essere immesse in atmosfera da sorgenti naturali e/o a causa delle attività umane.
Nell’ambito delle sorgenti antropiche, va considerata la significativa presenza sul territorio di manufatti contenenti amianto (MCA) che, con l’uso e l’invecchiamento, tendono a rilasciare fibre in ambiente.
Altre fonti potenziali possono essere individuate nella:
- a) rimozione, trasporto e stoccaggio (provvisorio e definitivo) di MCA;
- b) presenza di siti contaminati, discariche;
- c) presenza di cave e movimentazione dei materiali da esse estratte;
- d) eventi straordinari (incendi, eventi atmosferici estremi, terremoti ecc)
Il documento è scaricabile dal seguente link: https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/amianto-polveri-e-fibre/ricerche/monitoraggio-fibre-amianto-outdoor