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News / Giurisprudenza / Rifiuti

19-03-2019

Cassazione penale, gestione rifiuti in quantità superiore all'autorizzazione

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 6717 del 12 febbraio 2019, si è pronunciata sulla qualificazione giuridica della fattispecie di gestione, da parte di soggetto che opera munito di autorizzazione di quantitativi superiori a quelli indicati e per i quali è sussistente il titolo autorizzativo.

Secondo il Collegio, la gestione di rifiuti in misura superiore al quantitativo indicato nel titolo autorizzativo (a cui va equiparata la comunicazione in via semplificata) integra il reato di gestione in mancanza di prescritta autorizzazione (art. 256, c. 1, d.lgs. 152/2006) e non il reato (con pene ridotte della metà) previsto dall'art. 256 comma 4 del medesimo decreto che sanziona l'inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nelle autorizzazioni, nonché la carenza dei requisiti e delle condizioni richieste per le iscrizioni o comunicazioni.

Si tratta difatti di requisito, quello del quantitativo di rifiuti, che incide sulla sussistenza dei requisiti per il rilascio del titolo autorizzativo tant'è che ad esso sono parametrati gli impianti, le fideiussioni e le altre soluzioni nella gestione tecnica dei rifiuti.

Nel caso di specie, il titolare di un ditta aveva effettuato la comunicazione di esercizio di attività, ai sensi dell'art. 214, trattando rifiuti per un quantitativo superiore a quello indicato nella scheda tecnica allegata alla stessa.


 

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