Giurisprudenza

Consiglio di Stato, Via e clausole prescrittive

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 7987/2024, si è pronunciato in merito all’inserimento di clausole prescrittive nella Via. Il Consiglio di Stato ha ribadito che la funzione tipica della VIA sia quella di esprimere un giudizio sulla compatibilità di un progetto valutando il complessivo sacrificio imposto all’ambiente rispetto all’utilità socio-economica perseguita, che non […]

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Consiglio di Stato, Autorizzazione integrata ambientale e sanatoria

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 820/2024, si è pronunciato in merito ad un Autorizzazione integrata ambientale (Aia) non preceduta da un’autorizzazione paesaggistica nonostante il sito fosse vincolato da interessi archeologici. A tal riguardo, il Consiglio di Stato ha affermato che le normative ambientali sono rigide riguardo ai requisiti per l’emissione e il

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Consiglio di Stato, autorizzazione e conferenza di servizi

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 8086/2024, si è pronunciato sul calcolo delle maggioranze in sede di conferenza di servizi all’interno di un procedimento di autorizzazione. Il Consiglio di Stato richiama l’art. 208, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006 che stabilisce che “Alla conferenza dei servizi partecipano (…) i responsabili degli uffici

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Cassazione penale, combustione illecita rifiuti e obblighi di bonifica

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37236/2024, si è pronunciata in merito a combustione illecita rifiuti e soggetti obbligati alla bonifica. L’art. 256 bis, comma 5, del d. lgs. n. 152 del 2006, nel richiamare la necessità della bonifica e del ripristino del sito dove è avvenuta la combustione illecita di rifiuti, non

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Cassazione penale, gestione rifiuti e errore scusabile

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35124/2024, si è pronunciata in merito alla scusabilità dell’errore in materia di gestione rifiuti. In alcun modo il consiglio del professionista può essere considerato elemento positivo idoneo a indurre in errore scusabile il titolare di un’impresa sulla necessità dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di raccolta e trasporto di

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Cassazione penale, liquami zootecnici

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36926/2024, si è pronunciata in merito alla qualificazione giuridica (rifiuto o scarico) dei liquami zootecnici. In assenza di uno «scarico» in senso tecnico-giuridico, i liquami zootecnici costituiscono rifiuto ai sensi dell’art. 185, comma 1, lett. a), D.lgs. n. 152/32006, con applicazione della disciplina della parte quarta del

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Tar, End of Waste e requisito impatti negativi sull’ambiente

Il Tar Piemonte, con la sentenza n. 938/2024, si è pronunciato in materia di End of Waste e sul requisito “l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana”, ex art. 184 ter, c. 1, lett. d) D.lgs. 152/2006. Un fondamentale precetto dell’art. 184 ter, comma 1, lett.

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Cassazione penale, indumenti usati e sottoprodotto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35000/2024, si è pronunciata in merito agli indumenti usati e sottoprodotto. Che l’indumento usato possa essere definito “sottoprodotto” è in ogni caso circostanza che mal si concilia con la necessità che il sottoprodotto derivi da un processo di produzione, trattandosi piuttosto di cosa abbandonata dal suo detentore

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Consiglio di Stato, ordine smaltimento rifiuti al proprietario

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 7236 /2024, si è pronunciato in merito a ordini di smaltimento dei rifiuti indiscriminatamente rivolti al proprietario di un fondo in ragione della sua mera qualità. Sono illegittimi gli ordini di smaltimento dei rifiuti indiscriminatamente rivolti al proprietario di un fondo in ragione della sua mera qualità e

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Cassazione penale, delega di funzioni in materia ambientale

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30930/2024, si è pronunciata sulla delega di funzioni in materia ambientale e responsabilità, a titolo di colpa, del legale rappresentante.  Anche in caso di valida ed efficace delega, resta salva la responsabilità a titolo di colpa del legale rappresentante della società, secondo i principi generali di cui

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